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Semiramis
In Festa
InvisibilMente
Perdere la faccia
Postilla
Produzione
Emilia Romagna Teatro Fondazione, Festival delle Colline - Torino, Programma
Cultura dell’Unione Europea nell’ambito del Progetto Prospero,
Menoventi
Di Consuelo Battiston, Gianni Farina e Alessandro Miele
Regia Gianni Farina
Musiche Stefano De Ponti
Costumi Elisa Alberghi
Foto di scena Arianna Lodeserto
Con Tamara Balducci, Consuelo Battiston, Tolja Djokovic, Francesco Ferri,
Alessandro Miele, Mauro Milone

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Questo
Capriccio è, prima di tutto, un labirinto.
È un gioco di scatole cinesi, una narrazione senza fine in cui perdersi.
È il tableau vivant di una natura morta.
Nel racconto di Hoffmann i personaggi sfumano nel grigio panneggio della
quotidianità, come riflessi automatici di uno stesso individuo.
L'inquietudine generata dal Fantastico, dal Perturbante, dal Bizzarro spinge
lo studente Nataniele verso una incauta consapevolezza di questo ingranaggio
opacizzante, ma enorme è la distanza tra il desiderio e l’azione, la
nevrosi soppianta la contemplazione nell’eterno conflitto tra immagini
interiori e mondo esterno.
La sfida formale consiste nell'accensione di una lanterna magica capace di
apparizioni e dissolvenze, portatrice di paradossali sovrapposizioni di
contesti per mettere così in discussione, alla maniera di Hoffmann, ciò che i
nostri occhi vedono: la cornice artefatta che chiamiamo realtà.
Benevolo
spettatore,
Questa presentazione ti piace ?
Forse intimidisce un po’ troppo. Però la conclusione: “Benevolo
spettatore, questa presentazione ti piace ?” cambia registro, non trovi
?
Peccato che ciò che viene definito “la conclusione” non sia una
reale conclusione; dopo segue altro, come questa frase o altre che seguiranno
l’espressione “dopo segue altro”.
Chiediamo scusa per tutti questi giri di parole, ma davvero non riusciamo a
chiudere il discorso, non ne veniamo a capo.
Ora siamo andati a capo e il problema resta insoluto.
Come finire davvero ?
Ecco, si potrebbe scrivere “fine”, se solo queste parole
facessero parte di un finale.
Invece, no, costituiscono la presentazione dello spettacolo.
Facciamo così: sospendiamo tutto, ne riparleremo dopo lo spettacolo.
Se solo stessimo parlando!
Però l’idea non è male, l’idea contenuta nella locuzione
“sospendiamo tutto”, si intende.
Ascoltiamola, se è lecito dire “ascoltiamola” riferendosi ad un
oggetto muto come la parola stampata.
“Seguiamola” forse è più giusto, suona meglio. Ma non parliamo
più di suoni, seguiamola finalmente senza far seguire assolutamente niente
all’esortazione “seguiamola
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'L'uomo della sabbia'
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Ascolta L'uomo della sabbia - Musiche per la scena composte da
Stefano De Ponti
Date
15 - 16
Ottobre 2011 - VIE - SCENA CONTEMPORANEA FESTIVAL - Teatro Dadà -
Castelfranco Emilia (MO)
dal 26 al 29 Ottobre 2011 - Le Théâtre de la Place - Liège
dal 2 al 6 e 8 Novembre 2011 - Teatro delle Passioni - Modena
dal 16 al 19 Novembre 2011 - Festival Mettre en Scène - Théatre National de
Bretagne - Rennes
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